Dal M.V. del 23.03.2019

Rifugio De Gasperi senz’acqua: «Così non possiamo aprire»

L’appello alla Regione dal Cai di Tolmezzo che non ha fondi per finanziare i lavori. La sorgente Pradibosco si è prosciugata. Servono interventi per 150 mila euro Tanja Ariis 23 Marzo 2019 21

PRATO CARNICO. Il Cai di Tolmezzo lancia un accorato appello alla Regione sulla carenza idrica al rifugio De Gasperi: «Se non si trovano i fondi per una nuova condotta di approvvigionamento, la stagione estiva è a rischio».

«La Regione – spiega il presidente del Cai di Tolmezzo, Alessandro Benzoni – ha concesso un contributo di 50 mila euro, ma il progetto definitivo prevede una spesa finale di 150 mila euro (purtroppo i sopralluoghi con hanno rivelato una situazione più grave di quanto ipotizzato all’inizio) e la nostra Sezione evidentemente non ha disponibilità economica per far fronte al resto della spesa: 100 mila euro.

Per questo chiediamo aiuto alla Regione per la copertura completa dell’opera, in assenza della quale purtroppo rischiamo di non poter aprire: senza il rifornimento idrico non possono chiaramente essere assicurate le condizioni minime di apertura.

Questo sarebbe un brutto colpo per la Val Pesarina e l’economia della zona, soprattutto dopo il maltempo di ottobre». Il Cai di Tolmezzo è proprietario del rifugio, che si trova a “Clap Grande” di Prato Carnico.

Meta per coloro che vogliono visitare le Dolomiti Pesarine (tra le più belle della Carnia), è anche sede del corso di roccia della scuola di alpinismo e scialpinismo di Tolmezzo e ospita corsi di sezioni Cai di tutta Italia. Amato dalle famiglie per la facile raggiungibilità e l’ospitalità, è anche punto di appoggio per il bellissimo sentiero Corbellini (riaperto nel 2017) e per tracciati impegnativi. Dal 2017 il rifugio è gestito dai giovani Omar Gubeila e Simone Gonano, con passione e buoni risultati. La carenza d’acqua da alcuni anni è però critica.

«Negli ultimi anni – illustra Benzoni – ci sono stati notevoli problemi con l’approvvigionamento idrico, vista l’assenza completa di acqua nella sorgente che ha servito negli anni il rifugio. In occasione delle stagioni siccitose (specie estate 2017) la sorgente del rio Pradibosco si è del tutto prosciugata recando notevoli problemi alla gestione del rifugio, che è stato rifornito d’acqua dalla Protezione civile con l’elicottero.

Il progetto prevede una nuova linea dalla sorgente Clap Piccolo, ricca d’acqua, al rio Pradibosco e quindi il rifacimento di quella esistente tra rio Pradibosco e il rifugio.

La condotta dovrà consentire il pompaggio direttamente da Clap Piccolo al rifugio o dal rio Pradibosco al rifugio: servono due nuove pompe (in pozzetti interrati) sia a Clap Piccolo che alla presa del rio Pradibosco, una nuova linea elettrica dalla sorgente di Clap Piccolo al rifugio e rifare quella esistente tra rio Pradibosco e il rifugio. Per questo ci servono i fondi». Come se non bastasse, la tempesta di fine ottobre ha travolto anche tralicci della corrente a servizio del rifugio. «Enel – dice Benzoni – si è impegnata a sistemarli entro fine aprile».

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